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Sabato, 24 agosto 2019

     
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18 Lug 2019

Abolizione della chiamata diretta dei docenti

Il Senato, giovedì 18 luglio, con 146 voti favorevoli, 66 contrari e 9 astensioni, ha approvato il ddl n. 763, recante modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107, in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti, incardinato in Aula nella stessa giornata con la relazione del senatore Barbaro, su mandato conferitogli dalla Commissione Istruzione giovedì 4 luglio.

Il relatore, sen. Barbaro (L-SP), ha illustrato il provvedimento costituito da un solo articolo che modifica la legge della buona scuola, abolendo l'istituto della chiamata per competenze dei docenti, cosiddetta chiamata diretta, in quanto eccessivamente discrezionale, ed elimina il riferimento agli ambiti territoriali del ruolo. Il Sottosegretario di Stato per l'istruzione Giuliano ha sottolineato che la modifica elimina disfunzionalità e rende più spedita l'inaugurazione dell'anno scolastico. L'assegnazione dei docenti avverrà per singole istituzioni scolastiche, i vincitori di concorso sceglieranno in base alla graduatoria i posti disponibili nella Regione.

Nelle dichiarazioni di voto, la sen. De Petris (Misto-LeU), pur condividendo l'abolizione della chiamata diretta, ha annunciato l'astensione, criticando la mancata eliminazione del riferimento all'ambito regionale e auspicando assunzioni per coprire gli oltre 150.000 posti scoperti. Il sen. Iannone (FdI), pur annunciando voto favorevole, ha giudicato parziale il provvedimento: in ragione di scelte sbagliate del passato, la scuola versa in uno stato di precarietà e d'emergenza. L'intera legge della buona scuola andrebbe abolita, bisognerebbe intervenire su precariato, vertenza dei diplomati magistrali, formazione continua dei docenti, alternanza scuola lavoro, edilizia scolastica. La sen. Malpezzi (PD), nell'annunciare voto contrario, ha contestato la confusione tra chiamata per competenze e chiamata diretta e ha difeso le scelte operate con la legge della buona scuola. Anche il sen. Cangini (FI) ha annunciato voto contrario: i principi della buona scuola, pur realizzati male, sono condivisibili e rinnegare il merito individuale non rende un servizio alla scuola. I sen. Pittoni (L-SP) e Bianca Granato (M5S) hanno richiamato rispettivamente i principi della libertà d'insegnamento e della non applicabilità alla scuola di logiche aziendali.

Il testo passa ora all'esame della Camera.

Fonte: Senato

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