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Giovedì, 15 novembre 2018

     
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05 Lug 2018

Presentato il Rapporto Invalsi 2018

È stato presentato questa mattina al Miur il Rapporto Prove Invalsi 2018.

Il documento riporta le informazioni derivanti dalle rilevazioni nazionali che si sono svolte nell'a.s. 2017/2018 con importanti novità rispetto agli anni passati:

  1. la separazione delle prove dall’esame di Stato della terza secondaria di primo grado, ma nello stesso tempo con l’obbligo per gli alunni di parteciparvi;
  2. l’introduzione della prova di Inglese per il grado 5 (quinta primaria) e per il grado 8 (terza secondaria di primo grado);
  3. la realizzazione delle prove al computer nel grado 8 e nel grado 10, con correzione centralizzata delle prove stesse;
  4. la restituzione individuale dei risultati delle prove del grado 8 non più con punteggi, ma per livelli descrittivi delle prestazioni cognitive proprie di ciascun livello.

Nel Rapporto vengono presi in considerazione i seguenti aspetti:

  • Quanto è equa la scuola?
  • Sono più bravi i ragazzi o le ragazze?
  • Quanto conta la famiglia?
  • Quanto incide essere immigrato?
  • Come siamo andati in italiano?
  • Come siamo andati in matematica?
  • Come siamo andati in inglese?
  • Che cosa sono i livelli?

I risultati delle prove confermano l'andamento degli anni passati e i dati delle prove PISA: in generale, nelle prove di Italiano e Matematica, va meglio il Nord (in particolare il Nord Est), mentre la situazione al Sud e nelle Isole è preoccupante: il nord ottiene risultati superiori sia alla media italiana che alla media OCSE, il centro ha un risultato in linea con la media dell’Italia, più bassa della media OCSE, e il sud e le isole hanno risultati inferiori sia alla media italiana che alla media OCSE. Differenze simili a quelle che si riscontrano fra le macro-aree in Italiano e in Matematica si osservano sia nei punteggi numerici delle prove d’Inglese sia nella distribuzione degli studenti tra i livelli di conoscenza della lingua.

Confermati anche i migliori risultati delle femmine nelle materie linguistiche, mentre i ragazzi si confermano migliori in Matematica.

Buoni i risultati degli studenti immigrati in Inglese, in alcuni casi fanno addirittura meglio degli italiani. 

Altra conferma è il legame tra il livello socio-economico e culturale della famiglie d'origine e i risultati conseguiti. Questo non significa, si legge nel Rapporto, che uno studente di origini modeste abbia necessariamente bassi risultati e che gli studenti che hanno alle spalle una situazione avvantaggiata socialmente ottengano sistematicamente alti risultati, ma solo che, mediamente, gli alunni che partono da condizioni più favorevoli conseguono migliori risultati degli alunni svantaggiati e viceversa.

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