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Domenica, 07 giugno 2020

     
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02 Set 2019

MAD o non MAD, questo è il dilemma

Puntuale come sempre, a un paio di giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, arriva la circolare sulle supplenze.

E come sempre, tutti sanno che l’inizio delle lezioni sarà un delirio vissuto di corsa a coprire i posti vuoti degli insegnanti: il Sole24Ore del 30 agosto snocciola i dati dell’emergenza conseguente al nodo “prof introvabili” con 23 mila cattedre scoperte, soprattutto al Nord. Certamente un danno grave per gli studenti, certamente un rebus che non avrà facile e ancor meno veloce soluzione.

Poco si parla invece dei posti vuoti nelle Segreterie, dei direttori SS.GG.AA. mancanti (quasi 3.000 sulle circa 8.000 istituzioni scolastiche), degli assistenti amministrativi facenti funzione, spesso precettati in quanto indispensabili e poi serenamente (avverbio derivante dall’ormai famosa rassicurazione “stai sereno”) esclusi dal concorso, degli assistenti amministrativi “semplici”, quelli che mandano avanti le Segreterie con i mezzi che ci sono e con la preparazione che si ritrovano…

Eppure queste persone sono chiamate a dare applicazione concreta a quanto disposto dal MIUR con la circolare 38905 del 28/08/2019:

All’atto dell’esaurimento della graduatoria di istituto, ivi comprese le graduatorie delle istituzioni scolastiche viciniori, il dirigente scolastico, in un’ottica di trasparenza, pubblica gli elenchi di aspiranti docenti che abbiano presentato istanza di MAD. Gli eventuali contratti a tempo determinato stipulati, a seguito di procedura comparativa, con aspiranti non inseriti in graduatoria e tramite le cd. MAD sono soggetti agli stessi vincoli e criteri previsti dal regolamento, ivi incluse le sanzioni previste dall’articolo 8”.

A dire il vero, i dirigenti scolastici, direttamente chiamati in causa (dovrebbero fare loro il lavoro, dice il MIUR), hanno immediatamente reagito chiedendo che la circolare sia rivista per permetterne l’applicazione, perché “le MAD non possono diventare una nuova vessazione burocratica” (v. ANP del 30/08/2019).

Posizione sacrosanta e sorretta da puntuali osservazioni che smontano agevolmente, pezzo per pezzo, le disposizioni MIUR:

  1. le circolari non sono fonti del diritto e quindi non possono innovare l’ordinamento giuridico
  2. il D.M. 131/2007 non è applicabile alle MAD, che sono – per loro natura - profondamente diverse dalle domande di supplenza regolamentate dal DM stesso
  3. la procedura comparativa è strumento da utilizzare per i contratti di lavoro autonomo e non per le supplenze (che sono lavoro subordinato)
  4. infine, ma non per minore importanza, pubblicare gli elenchi di chi si mette a disposizione non solo non è previsto da alcuna fonte normativa, ma “costituisce per le segreterie uno sproporzionato aggravio di lavoro” e… ”produce una grave lesione del principio costituzionale del buon andamento.”

Chissà, forse al MIUR pensavano bastasse una circolare di rito a produrre, magicamente e in ossequio ad un’indiscussa ottica di trasparenza, graduatorie di MAD con le quali risolvere il problema delle cattedre vuote, con un meccanismo del tipo “struca el botòn”, detto alla veneta.

Ma siccome questo meccanismo, per il momento, funziona bene solo con Roomba (e non anche, come dovrebbe, con la gestione informatizzata dei flussi operativi…), è necessario trovare delle alternative, per quanto possibile semplici ed efficaci, che garantiscano risultati affidabili, equi ed oggettivi.

Proviamo ad ipotizzarne una: il MIUR si prende in carico il fenomeno MAD, gradua le richieste e pubblica le relative graduatorie, distinte per Provincia, non solo su SIDI, che è una piattaforma riservata, ma anche – in ossequio ad un’ottica di trasparenza - all’albo on line della Pubblica Istruzione. In questo modo si eviterebbero irregolarità, incertezze, disparità di trattamento nella gestione delle domande e si garantirebbe una risposta trasparente e rispettosa a chi si mette a disposizione, spesso giovane, laureato e disoccupato.

Ma siccome, a volte, il modo migliore per non risolvere i problemi è affidare la loro soluzione a qualcun altro, occorre pensare –  di ripiego - a un’altra ipotesi: le Istituzioni scolastiche, che si ritrovano senza insegnanti e senza personale, adottino un proprio regolamento di gestione delle MAD e introducano nel loro sito una apposita funzionalità, semplice, gratuita e già utilizzata. Difficile? Impossibile?  Provate, per esempio, a vedere qui.

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