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Giovedì, 02 aprile 2020

     
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24 Mar 2020

Didattica a distanza, i soldi dove sono?

Nella mattinata del 23 marzo la Ministra Azzolina ha parlato ai microfoni di "Tutti in classe" a Rai Radio 1, anticipando che, appena si avranno i risultati del monitoraggio sulla didattica a distanza, si potrà capire come distribuire il finanziamento previsto per le scuole, "sulla base di chi ha più bisogno, di chi non ha niente". "E proprio in questi giorni  - ha detto la Ministra - firmerò il decreto con cui andremo a utilizzare di fatto gli 85 milioni di euro".

Ricordiamo che il decreto Cura Italia ha stanziato 85 milioni per:

  • Potenziare piattaforme e strumenti digitali per le scuole
  • Fornire alle famiglie dispositivi digitali e connettività
  • La formazione del personale scolastico.

In particolare, l'art. 120 ha previsto che le risorse saranno destinate:

  • per 10 milioni di euro nel 2020, a consentire alle istituzioni scolastiche statali di dotarsi immediatamente di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione, nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità; 
  • per 70 milioni di euro nel 2020, a mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme, nonché per la necessaria connettività di rete;
  • per 5 milioni di euro nel 2020, a formare il personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza.

Con decreto del Ministro dell’istruzione (in sostanza, il decreto di cui parla la Azzolina) le risorse saranno ripartite tra le istituzioni scolastiche, tenuto conto della distribuzione per reddito nella relativa regione e del numero di studenti di ciascuna.

Il decreto Cura Italia è entrato in vigore il 17 marzo. In molte scuole le attività didattiche sono sospese già da un mese, siamo al 24 marzo e del decreto di ripartizione non c'è ancora traccia. Quando sarà operativo, le scuole dovranno ricevere i finanziamenti, dopodiché acquistare gli strumenti e le apparecchiature necessarie, stabilire a chi assegnare i dispositivi in comodato d'uso e finalmente dotare gli studenti interessati degli strumenti per fruire delle piattaforme. Ci vorrà sicuramente del tempo, tempo che inizia a mancare visto che la scuola, sulla carta, dovrebbe finire i primi di giugno.

E nel frattempo scuole e studenti stanno andando avanti come possono, con gli strumenti e le risorse che hanno a disposizione.

Quando i soldi arriveranno, non sarà troppo tardi?

 
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