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04 Set 2020

COVID-19: 11 milioni di mascherine gratuite per studenti e personale

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è intervenuto il 2 settembre in Parlamento, prima al  Senato e poi alla Camera dei Deputati, per riferire sulla situazione della pandemia da virus Sars-CoV-2.

Sulla riapertura delle scuole Speranza ha sottolineato che è la più grande priorità oggi per il nostro Paese ed ha annuciato: "Siamo l'unico Paese in Europa, e credo anche nel mondo, che metterà a disposizione come istituzioni pubbliche 11 milioni di mascherine chirurgiche per ciascuno dei nostri studenti e per tutto il personale scolastico. Saranno mascherine chirurgiche distribuite gratuitamente". "La chiave fondamentale rispetto alla riapertura delle scuole - ha evidenziato il ministro - consiste nel ricostruire una relazione organica tra scuola e servizio sanitario nazionale."

Il ministro ha poi ribadito l'importanza del rispetto delle tre regole fondamentali di prevenzione ricordando che "si sostanziano nell'uso corretto delle mascherine, nel distanziamento di almeno un metro e nel rispetto delle norme igieniche fondamentali, a partire dal lavaggio delle mani. Sono tre pilastri veri e propri su cui tutta la comunità scientifica internazionale è profondamente d'accordo: non c'è nessun Paese del mondo in cui la comunità scientifica dissenta rispetto alla necessità di tenere queste tre regole fondamentali."

Il ministro ha poi riferito un notevole abbassamento dell'età media delle persone contagiate che secondo i dati degli ultimi sette giorni  è scesa a 29 anni.

"Si è molto discusso anche durante le settimane estive - ha detto il ministro - della questione dei giovani del nostro Paese e dell'innovazione che comporta rispetto ai mesi precedenti. Più volte, anche pubblicamente, ho chiesto una mano ai nostri ragazzi: lungi da noi ogni forma di demonizzazione, che non avrebbe alcun senso, ma è vero che dobbiamo chiedere, soprattutto ai nostri giovani, di darci una mano".

"È senz'altro vero - ha sottolineato Speranza - che il virus tra le generazioni più giovani fa meno male rispetto all'impatto che esso ha naturalmente sulle generazioni più avanti negli anni, ma è altrettanto vero che i giovani continuano a essere comunque uno strumento di diffusione del virus e questo può essere pericoloso, qualora il virus dovesse estendersi in modo particolare ai genitori e ai nonni, che pagherebbero un prezzo molto più alto."