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Martedì, 07 luglio 2020

     
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24 Feb 2020

Coronavirus, il decreto legge in Gazzetta con le misure per le scuole

Sulla G.U. n. 45 del 23/02/2020 è pubblicato il decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6 recante "Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19".

Il decreto contiene alcune misure di interesse per le scuole. In particolare, l'art. 1 così dispone:

"1. Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica.

2. Tra le misure, possono essere adottate anche le seguenti: 

[…] d) sospensione dei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza;

[…]

f) sospensione dei viaggi d'istruzione organizzati dalle istituzioni scolastiche del sistema nazionale d'istruzione, sia sul territorio nazionale sia all'estero, trovando applicazione la disposizione di cui all'articolo 41, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79;

g) sospensione delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale;

[…]

k) chiusura o limitazione dell'attività degli uffici pubblici, degli esercenti attività di pubblica utilità e servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n. 146, specificamente individuati;

[…]"

Al momento, la Ministra Azzolina, con un comunicato del 22 febbraio, ha fatto sapere che i viaggi di istruzione vanno sospesi.

Sulla sospenzione dei viaggi di istruzione

In proposito, l'ANP chiede di fare immediata chiarezza. Si legge infatti in un comunicato del 23/02/2020:

"L’ANP, visto il Comunicato pubblicato sul sito del Ministero dell’istruzione durante la notte tra sabato 22 e domenica 23 febbraio, chiede che sia fatta immediata chiarezza sulla questione viaggi di istruzione.

Il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri prevede infatti che sia il Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’istruzione, a disporre la sospensione degli stessi ma non attribuisce alcun potere di intervento immediato ai dirigenti scolastici nelle more della sospensione.

In particolare, non è chiaro su quale soggetto ricadrebbero i costi delle sospensioni adottate nel frattempo.

Per evitare l’apertura di contenziosi sfavorevoli per le scuole – e per le tasche dei genitori – chiediamo che il
Ministero chiarisca immediatamente cosa devono fare i numerosi colleghi che già in queste ore hanno numerose partenze programmate, generalmente per mete non interessate dal contagio.

I Dirigenti dello Stato sono pronti a gestire le emergenze ma devono avere la sicurezza di farlo secondo le previsioni – anche approvate con urgenza – di legge".

Sulla sospensione delle attività didattiche

In merito alle varie ordinanze regionali, la FLC CGIL chiede che si chiudano le scuole e non si preveda solo la sospensione delle attività didattiche. In un comunicato del 23/02/2020 leggiamo infatti:

"In queste ore diverse autorità stanno adottando misure per contenere la diffusione del coronavirus, disponendo con modalità diverse, da territorio a territorio, l’interruzione del servizio scolastico. Mentre sarebbe più che mai urgente un governo nazionale da parte delle istituzioni competenti.

Per quanto ci riguarda riteniamo che nei casi in cui si reputino necessarie misure precauzionali per contenere la diffusione del virus è opportuno procedere con la chiusura di scuole e delle altre istituzioni della conoscenza e non alla sola sospensione delle attività didattiche. Finora purtroppo ciò non sta avvenendo. Al contrario stiamo assistendo ad una gestione difforme della crisi: regioni, comuni e singoli atenei stanno procedendo in maniera difforme e con la sola sospensione della attività didattiche anziché chiudere le scuole pubbliche. Peraltro nessuna ordinanza fa riferimento ad altri centri di formazione come ad esempio le scuole non statali.

Per questo motivo ci siamo già attivati nei confronti dei ministeri competenti, chiedendo un incontro urgente, stante la complessità della situazione e le ricadute sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori e del diritto all’istruzione".

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