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Lunedì, 15 luglio 2019

     
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17 Giu 2019

Modello 730/2019, detraibili anche le spese del trasporto scolastico

Arrivano richieste di chiarimenti in merito alla possibilità di detrarre con il 730/2019 le spese per il trasporto scolastico.

In effetti, nella maggior parte dei siti che si occupano di informazione scolastica e fiscale, è scritto che queste spese non sono detraibili.

In realtà le cose non stanno proprio così.

Questi siti, infatti, fanno riferimento a circolari dell'Agenzia delle Entrate ormai superate.

Per il modello 730/2019 è invece necessario fare riferimento alla cirolare n. 13/E del 31/05/2019, che ha evidenziato proprio questa novità:

"Rientrano tra le spese ammesse alla detrazione anche quelle sostenute dal 1° gennaio 2018 per il servizio di trasporto scolastico anche se reso per il tramite del comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola e anche se non è stato deliberato dagli organi d’istituto, atteso che, a partire dal 1° gennaio 2018, è possibile detrarre le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale (Cfr. art. 15, comma 1, lett. i-decies). Sono, quindi, da considerarsi superate le istruzioni fornite al riguardo con la Risoluzione 4.08.2016 n. 68".

In merito alla documentazione da produrre, l'Agenzia delle Entrate precisa che:

"Per le spese sostenute nel 2018 per il servizio di trasporto scolastico è possibile integrare il documento di spesa con i dati mancanti relativi all’alunno o alla scuola".

Le altre spese d'istruzione detraibili

Sono detraibili nella misura del 19% le spese di istruzione non universitaria. L’art. 1, comma 151, della legge n. 107 del 2015 (c.d. legge della “buona scuola”) ha modificato la detrazione delle spese per la frequenza scolastica che, a partire dal 2015, sono state distinte da quelle universitarie.

La detrazione spetta sia per le spese di frequenza della scuola secondaria di secondo grado sia per quelle delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione, costituito da scuole statali e da scuole paritarie private e degli enti locali.

La detrazione spetta anche in caso di iscrizione ai corsi istituiti in base all’ordinamento antecedente il DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati, mentre le spese per la frequenza dei nuovi corsi di formazione istituiti ai sensi del citato DPR n. 212 del 2005 possono considerarsi equiparabili alle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari.

Tra le spese ammesse alla detrazione rientrano, in quanto connesse alla frequenza scolastica:

  • le tasse (a titolo di iscrizione e di frequenza)
  • i contributi obbligatori
  • i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica. Tali contributi ed erogazioni, anche se versati volontariamente, in quanto deliberati dagli istituti scolastici, non rientrano tra quelli che costituiscono erogazioni liberali finalizzati all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa che danno diritto alla detrazione ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. i-octies), del TUIR. In proposito, si ricorda che le due detrazioni non sono cumulabili.

Nel dettaglio, le spese detraibili sono:

  • la mensa scolastica
  • i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola
  • le gite scolastiche
  • l’assicurazione della scuola
  • ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza)
  • il servizio di trasporto scolastico.

Nel caso in cui il pagamento sia effettuato per più alunni o studenti, ad esempio dal rappresentante di classe, ai fini della fruizione della detrazione è necessario che l’istituto scolastico rilasci un’attestazione dalla quale risultino i dati di ciascun alunno o studente.

La detrazione invece non spetta per le spese relative all’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Quanto spetta

La detrazione per le spese di frequenza sopra indicate è calcolata su un importo massimo di euro 786 per l’anno 2018 per alunno o studente, da ripartire tra gli aventi diritto. Quindi, l'importo massimo che sarà rimborsato è 149 euro.

Documentazione da controllare e conservare

Per il riconoscimento della detrazione il contribuente deve esibire e conservare le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso del 2018.

Le spese sostenute per la mensa scolastica o per il servizio di trasporto scolastico possono essere documentate mediante la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al soggetto destinatario del pagamento - sia esso la scuola, il comune o altro fornitore del servizio - e deve riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa o del servizio di trasporto scolastico, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno.

Se per l’erogazione di tali servizi è previsto il pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) la spesa potrà essere documentata mediante attestazione, rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento o dalla scuola, che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente. L’attestazione e la relativa istanza sono esenti dall’imposta di bollo, purché indichino l’uso per il quale sono destinati.

Per le spese sostenute nel 2018 per il servizio di trasporto scolastico è possibile integrare il documento di spesa con i dati mancanti relativi all’alunno o alla scuola.

Non è possibile, invece, integrare il documento relativo alle spese sostenute per la mensa scolastica con i dati mancanti relativi all’alunno o alla scuola.

 

 

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