Questo sito ricorre ai cookies per ottimizzarne l'utilizzo da parte del visitatore. Continuando a navigare nel sito, acconsenti all'uso dei cookies. Per approfondire, clicca qui.

LOGIN

Martedì, 14 luglio 2020

     
HOME Notizie Leonardo Filippone
Leonardo Filippone

Leonardo Filippone

Direttore amministrativo dell’Istituto “A. Avogadro” di Torino, dirige la rivista Sinergie di Scuola.

05 Giugno 2020

Giugno 2020

In una fase apparentemente in via di miglioramento bisogna più che mai cogliere gli scenari che il Covid ci propone per immaginare una scuola nuova.

Riporto una frase del Papa, ove Francesco, nella sua alta semplicità, ci dice che la cosa ancora peggiore dell’epidemia sarebbe quella di sprecarla.

I temi che il Covid ci propone ci porta a soluzioni che, anche senza di esso, non possono che migliorare il sistema scolastico. Eccone alcune:

Le classi pollaio. Sulla necessità della distanza di sicurezza (per favore non SOCIALE), ridurre gli studenti per classe non può che migliorare l’efficacia formativa ed educativa che la scuola ha come obiettivi primari. Occorre dunque investire sulla scuola per migliorare il rapporto docenti/alunni, ad esempio rivedendo il tempo docenza in funzione di quella in presenza e quella a distanza.

La didattica a distanza. Lungi da me l’idea che possa essere sostitutiva della didattica tradizionale, certamente non è uno strumento da abbandonare ad emergenza conclusa. La scuola rappresenta una formidabile occasione di socializzazione che non può prescindere dal rapporto fisico, ma è anche vero che la didattica a distanza può efficacemente costituire un’integrazione didattica fruibile anche in via asincrona dagli studenti, con possibile riduzione del tempo scuola in presenza e più semplice diversificazione degli orari di entrata/uscita dalla scuola in rapporto ad una migliore logistica dei trasporti.

Il modello scolastico. Certamente andrà ripensato il modello scolastico. I tempi di docenza in funzione di presenza e DaD, la presenza imprescindibile di figure di supporto, all’interno della scuola, all’innovazione digitale, l’utilizzo dello smart working come modalità stabile di prestazione lavorativa in una ottica di snellimento dei trasporti e di miglioramento della vita lavorativa del personale. Certo se si considera lo smart working un non-lavoro avrà vita dura ad attecchire. Bisogna ragionare non più per cartellino e presenza in ufficio, che non significano nulla, ma per obiettivi e tempi di realizzazione. Un cambio di mentalità che deve coinvolgere tutta la catena di comando, dal Capo dipartimento ministeriale ai Direttori SGA.

Inclusione e partecipazione. Insieme ai docenti, le famiglie sono state protagoniste in questa fase di didattica a distanza. Probabilmente, ora, c’è più consapevolezza l’uno dell’altro. Non sprechiamo questa occasione e pensiamo a nuove modalità di collaborazione tra scuola e famiglia, in una logica sempre più inclusiva e di partecipazione, con l’obiettivo di una sempre maggiore riduzione della dispersione scolastica.

Nella speranza di una apertura a settembre delle scuole nella migliore situazione possibile, vi do appuntamento a quella data, augurando a Voi tutti un periodo sereno di salute e vacanze.

Leggi tutto...

07 Maggio 2020

Maggio 2020

Ora bisogna concentrarsi sulla ripartenza a settembre.

La Ministra Azzolina ha nominato una commissione di esperti, guidata dal Prof. Patrizio Bianchi, con il compito di definire le modalità di avvio del prossimo anno scolastico sulla base di diversi scenari epidemiologici che l’Istituto Superiore di Sanità prospetterà a breve.

Fondamentalmente occorrerà avere soluzioni per:

  1. Modalità didattiche che prevedano, anche se non in via esclusiva, la didattica a distanza.
  2. Modalità organizzative per garantire all’interno delle scuole la distanza sociale, i DPI, la sanificazione.
  3. Modalità logistiche perché avvenga in sicurezza il trasporto degli studenti all’entrata e all’uscita della scuola e connessioni e device per la DaD.

Probabilmente saranno cercate soluzioni che renderanno meno complessa la realizzazione di quanto previsto ai tre punti sopra.

Occorrerà scaglionare gli ingressi e le uscite da scuola per rendere più agevole il trasporto, sia che avvenga con mezzi pubblici, sia con mezzi privati.

Occorrerà ricercare spazi alternativi alle scuole per garantire le distanze sociali. Penso a cinema, teatri, spazi sportivi, spazi verdi, anche mediante l’utilizzo di tensostrutture in stile interventi post-terremoto.

Occorrerà far turnare, ove possibile, gli studenti nella scuola e lavorare per gruppi che non necessariamente devono corrispondere ai gruppi-classe. Una classe potrà essere formata da due o più gruppi che alternativamente seguiranno lezioni in presenza, mentre i gruppi non in presenza lo faranno a distanza.

Questo rende ancor più necessario, se possibile, garantire a tutti i device necessari e collegamenti di rete di qualità. Occorrerà portare la rete dove non c’è, magari con sistemi satellitari per fare prima, e occorrerà inoltre definire una piattaforma di e-learning unica, pubblica e gratuita per le scuole.

Il rientro a scuola è un problema nazionale che coinvolge tutti i Ministeri, ognuno per la parte di competenza. Occorrerà quindi uno sforzo corale per rendere possibile la ripresa scolastica in condizioni di sicurezza e standard didattici di qualità.

La didattica a distanza, peraltro, va regolamentata in via ordinamentale come lo è quella in presenza, per sciogliere i dubbi espressi da tutti gli attori scolastici e determinare a livello nazionale la modalità di insegnamento/apprendimento.

Restiamo fiduciosi che questo accada.

Leggi tutto...

04 Aprile 2020

Aprile 2020

Scrivo con la speranza che, nel periodo che intercorre tra la stesura di questo intervento (fine marzo) e la vostra lettura, la situazione volga decisamente al meglio e ci ripaghi di questo periodo tormentato di reclusione forzata.

Il mondo della scuola si è dimostrato esemplare nell’affrontare l’emergenza, e i risultati ottenuti sul garantire il diritto allo studio alle nostre ragazze e ragazzi sono al di sopra di ogni preventiva ipotesi ottimistica.

La didattica a distanza certamente non è pensabile come pienamente sostitutiva della didattica tradizionale, ma certamente consente di mantenere un filo formativo tra docenti e studenti e – cosa più importante – mantiene un livello di contatto fondamentale in questi momenti in cui i ragazzi sono costretti in casa.

Ma d’altra parte, quale poteva essere altra azione surrogatoria alla chiusura delle scuole? Non fare nulla? Azzerare l’anno scolastico? Tutti promossi, e chi si è visto si è visto?

Credo che la scelta ministeriale sia stata la più corretta, anche alla luce dei formidabili esempi didattici che si leggono sui social da parte di tanti docenti.

Il problema più grande non è la didattica in sé, e neanche il dotare i ragazzi meno abbienti di device adatti – il Governo ha stanziato 85 milioni di euro a favore delle scuole, fondi che sono stati erogati ad una velocità cui francamente non eravamo abituati. Il problema vero è l’infrastruttura di rete, carente in Italia, che sconta anni di mancati investimenti. Abbiamo tanti, troppi Comuni nei quali il segnale non arriva o arriva con banda assolutamente inadeguata.

Su questo ultimo aspetto occorre intervenire subito, rinforzando le strutture di rete e dando criteri stringenti sul “peso” dei media che si fanno circolare. Magari già eliminando quelle terribili catene di Sant’Antonio di audio/video virali francamente impresentabili.

Dobbiamo mantenerci fermi in questa fase emergenziale, ma dobbiamo anche tenere gli occhi aperti sulla ripresa che non mancherà di impensierirci al pari della fase attuale.

Sinergie di Scuola sarà con voi, come ora, come sempre.

Speriamo di poterci abbracciare presto.

Leggi tutto...

06 Marzo 2020

Marzo 2020

Evitiamo che la paura diventi il problema più complesso da gestire.

Lasciando ai professionisti competenti (Ministero salute, Protezione civile, Enti locali) la gestione della crisi sul piano epidemiologico e di contenimento della propagazione virale, a noi del mondo della scuola rimane il pur non facile compito di garantire il diritto allo studio alle nostre studentesse e ai nostri studenti.

Fondamentalmente gli assi su cui muoversi sono due.

Attivare modalità innovative di formazione utilizzando tutte le risorse che il mondo digitale oggi ci consente.

Il problema potrebbe diventare una sfida che ci porterà ad utilizzare questi strumenti innovativi anche dopo – si spera, nel più breve tempo possibile – il termine dell’attuale crisi.

La formazione a distanza, a parte le necessità contingenti, può diventare uno strumento concorrente alla didattica tradizionale, in particolar modo nelle occasioni per le quali la didattica tradizionale, frontale, non può essere esercitata: scuola in ospedale, istruzione domiciliare, ragazzi in restrizione penale, zone disagiate, eventi climatici eccetera.

Il secondo asse è garantire la disponibilità di ausili e prodotti igienici in modo che gli studenti e il personale possano adottare anche a scuola i comportamenti individuali consigliati per il contenimento del virus, dotando inoltre il personale ausiliario di quanto necessario per la sanificazione degli ambienti.

Al momento in cui scrivo la situazione è fluida ed è difficile prevedere la sua evoluzione.

Anche sul piano amministrativo, nel caso perdurasse la chiusura delle scuole, occorrerà attivare per il personale modalità di lavoro a distanza per consentire la prosecuzione dell’intenso lavoro amministrativo necessario per il funzionamento del sistema scolastico e garantire un ordinato avvio del prossimo.

Leggi tutto...

04 Febbraio 2020

Febbraio 2020

Siamo ancora in alto mare su molte questioni che interessano il nostro mondo professionale.

L’avvicendamento dei due Ministri e lo spacchettamento del Ministero in “Istruzione” e “Università e Ricerca” hanno reso più complicata la definizione di alcune procedure amministrative indispensabili per garantire un ordinato avvio del prossimo anno scolastico.

In primis i concorsi che non decollano, e i tempi sono ormai davvero stretti per garantire la presenza in cattedra dei neo-vincitori già dal prossimo settembre.

Quota 100, da questo punto di vista, “mieterà molte vittime” aggravando il problema delle cattedre vuote.

Anche la definizione della governance ministeriale ancora in fieri non aiuta a definire e velocizzare gli impegni amministrativi, regolamentari e normativi che occorrono al sistema scolastico.

Non aiuta neppure il momento politico estremamente fluido – più preoccupato a stabilire le regole che impatteranno sul futuro politico e dei politici, vedi il sistema elettorale da ridefinire.

Mai come oggi la scuola è Autonoma, priva di quadri di riferimento e di risposte ai problemi che quotidianamente assillano Dirigenti, Direttori e personale tutto.

Speriamo in un rapido superamento dell’impasse, onde evitare che l’autonomia si trasformi in un... “arrangiatevi”.

Leggi tutto...

09 Gennaio 2020

Gennaio 2020

Buon Anno... ma sarà un Buon Anno?

Inutile nascondersi le difficoltà. L’annunciata – al momento in cui scrivo – separazione dell’Istruzione dall’Università e dalla Ricerca, attraverso la formazione di due distinti Ministeri pone certamente ulteriori difficoltà alla già farraginosa riorganizzazione iniziata sotto il Ministro Bussetti, poi ricusata e riformulata dal Ministro Fioramonti e ancora in fieri.

La divisione ministeriale comporterà quasi certamente la necessità di una riformulazione dell’impianto riorganizzativo sia sul piano normativo che su quello operativo.

Sul piano normativo occorrerà procedere a due distinti decreti organizzativi, uno per l’Istruzione e uno per l’Università. Ancor più, sul piano operativo, occorrerà separare i centri di costo, suddividendo le risorse ora afferenti ad un unico centro a due distinti, occorrerà separare la gestione del personale dei due nuovi dicasteri e, ancora, occorrerà mettere mano al sistema informativo, ora unificato per alcune procedure (ad esempio l’anagrafe degli studenti).

L’atto politico cade in un momento già di per sé molto complesso con alle porte alcune tornate concorsuali di forte impatto e necessità: docenti, sostegno, ex LSU e con la spada di Damocle di una pesante fuoruscita di pensionandi che, sulla scia delle altalenanti voci di questi giorni, approfitteranno della confermata Quota 100 nel timore che nel 2020 si metta di nuovo mano alle politiche pensionistiche, e non certo per aumentare la flessibilità in uscita.

Certamente i due nuovi Ministri non porranno tempo in mezzo per affrontare i problemi e le Scuole, come sempre, continueranno il loro lavoro... senza farsi turbare troppo dagli scossoni romani.

Leggi tutto...

03 Dicembre 2019

Dicembre 2019

Una stagione normativa che, attraverso il cosiddetto Decreto Scuola, dovrebbe concludersi entro il corrente mese occupa le Commissioni parlamentari preposte.

Un quadro legislativo che, al netto della validazione dei numerosi emendamenti proposti, implica una tornata straordinaria di concorsi che riguarderanno sia il personale docente che ATA.

Una stagione certamente necessaria per stabilizzare i troppi precari che – storicamente, e quasi esclusivamente – sono presenti tra il personale scolastico.

A questa tornata concorsuale si accompagna, però, una riorganizzazione ministeriale a livello centrale che interesserà tutto l’albero gerarchico della struttura amministrativa, dai Capi dipartimento, ai Direttori generali, ai Dirigenti di seconda fascia. Inoltre, quattro Regioni scontano l’assenza, ormai da tanti mesi, dei Direttori generali, figura apicale indispensabile per il buon andamento dell’amministrazione scolastica regionale e ancor di più in presenza di cogenti tornate contrattuali.

In questa fase preoccupano le frequenti tensioni presenti nel Governo, la cui tenuta appare spesso vacillante e che, se effettivamente la caduta avvenisse in primavera (come prospettato da alcuni commentatori politici) costituirebbe un’ulteriore grande complicazione per il processo normativo in atto e per la stessa riorganizzazione, se non attuata in tempi brevi.

I frequenti avvicendamenti dei Governi e la conseguente continua sostituzione del Vertice politico ministeriale concorre – in un Ministero di per sé complesso – a complicare i processi amministrativi ordinari e, ancor di più, quelli straordinari.

Occorre una situazione politica e governativa stabile per poter gestire al meglio i procedimenti normativi e riorganizzativi di tutti i Ministeri e in particolare il nostro.

In attesa delle evoluzioni che avremo nei prossimi mesi e di cui Vi daremo certamente conto, vogliate ricevere i migliori auguri di buon Natele e felice anno nuovo.

Leggi tutto...

05 Novembre 2019

Novembre 2019

Il nuovo esecutivo che si è formato a Palazzo Chigi è figlio di una tormentata stagione politica.

Al netto delle dichiarazioni, è evidente, anche sulla base delle consultazioni elettorali che si stanno svolgendo, che i partiti che formano l’attuale Governo hanno una sola via per riaffermarsi rispetto ai partiti dell’opposizione: devono necessariamente convincere gli italiani, con fatti concreti, di essere capaci di esprimere linee programmatiche e di governo che siano in grado di riportare l’Italia alla crescita.

Il documento di finanza pubblica che viene variamente illustrato in questi giorni probabilmente esprime il massimo che si può pretendere, data la situazione di debito pubblico in cui versiamo e il gap etico che ci pone ai primi posti per evasione e corruzione.

La verità è che occorre una stagione politica stabile che garantisca a chiunque governi l’intera legislatura per poter affrontare i problemi con il lasso temporale necessario per porvi rimedio.

La Scuola, in questa situazione, dovrebbe essere – insieme alla Sanità – il comparto ove investire con maggiore convinzione. Abbiamo un corpo docenti con l’età media tra le più alte in Europa e un tasso di precarizzazione vicino al 25%. I dati OCSE non sono confortanti ma, ciò nonostante, sforniamo eccellenze nel campo tecnologico e umanistico che il mercato del lavoro interno non è in grado di assorbire in maniera dignitosa.

Siamo di fronte ad una nuova ondata migratoria che, a differenza degli inizi del 900, non porta via i giovani meno preparati culturalmente ma le migliori menti. È un autogol sopportare i costi di una preparazione eccellente e poi farsela portare via da un altro paese.

Sia ben chiaro. Io sono favorevole ad una preparazione internazionale che consenta poi ai giovani di scegliere il paese dove esercitare; ma appunto scegliere, non vederselo imposto da mancanza di alternative nazionali.

In definitiva, oggi, investire sulla scuola è una necessità trasversale per garantire all’Italia un futuro migliore.

Leggi tutto...

04 Ottobre 2019

Ottobre 2019

Il clima è una questione dei giovani, quindi è naturale e aggiungo doveroso che diventi un tema forte per il mondo della scuola.

Certo è che occorrerà consentire alle ragazze e ai ragazzi di esercitarsi in quella che sta diventando una “rivoluzione”. Tutte le recenti generazioni passate l’hanno avuta. L’Unità d’Italia, le grandi guerre, il ‘68. Combattere per un ideale è positivo e appagante. È una rivoluzione per certi versi meno problematica delle precedenti – ma non meno importante.

Ben vengano, dunque, tutte quelle attività di sensibilizzazione e prevenzione che accrescano la consapevolezza in tutti che il clima è un problema, e va preso in serissima considerazione. In primo luogo agendo sull’educazione personale, che consenta di mettere in atto in ciascuno di noi quei piccoli comportamenti che vanno nel senso di ridurre gli elementi inquinanti e gli sprechi.

Quello che non occorre fare, invece, è creare una situazione di scontro tra generazioni. La situazione attuale è figlia di un progresso tecnologico che ha cambiato certamente in meglio lo stile di vita di tutti noi. Esiste semmai una necessità di redistribuire tra il nord e il sud del mondo questi benefici.

L’aspetto positivo è che la destabilizzazione del clima dipende certamente in parte dall’attività antropica, sulla quale possiamo e dobbiamo mettere mano.

Occorre pensare seriamente ad adottare uno sviluppo sostenibile, a ricercare fonti di energia a zero emissione di CO2, a proteggere la natura dalla riduzione delle foreste, a centellinare l’uso dell’acqua, a riciclare i rifiuti riducendone per quanto possibile la massa.

E questo si ottiene, come dicevo, educando i giovani a stili di vita green e obbligando i Governi a porre in atto tutte quelle iniziative di ricerca e salvaguardia che consentano di mantenere le facilitazioni che il progresso ci ha dato, senza ulteriori ipoteche per quelli che verranno.

Leggi tutto...

Alla scuola non serve un'ulteriore riforma, ma interventi riorganizzativi e meno burocrazia.

Leggi tutto...

Pagina 1 di 11

Logo SinergieSinergie di Scuola è un'iniziativa editoriale di HomoFaber Edizioni. Da oltre dieci anni nel campo dell'informazione scolastica e della pubblica amministrazione.

Resta in contatto

Newsletter