Sinergie di Scuola

Copertina della rivista

Con l’editoriale del mese scorso ci eravamo lasciati con una domanda: la scuola deve limitarsi a trasmettere saperi o formare cittadini? Nel ragionarci ho esplorato tre prospettive: pedagogica, comparata (Europa) e organizzativa.

Sul piano pedagogico la prima a muoversi deve essere la scuola. In verità questo è un nodo antico. Secondo le indicazioni del Ministero, la scuola italiana ha una missione formativa completa: istruzione + educazione alla cittadinanza. La scuola può fondamentalmente applicare due modelli:

  • un modello “tradizionale” ove viene data centralità alle discipline, la valutazione viene effettuata su conoscenze e competenze cognitive, l’educazione morale è lasciata soprattutto alla famiglia;
  • un modello “formativo-integrato” dove alla centralità delle discipline si affiancano le competenze di vita (le cosiddette skills) mediante una educazione civica strutturata.

In entrambi i casi bisogna porre particolare attenzione al benessere emotivo e relazionale degli studenti e valutare attentamente i rischi di ciascun modello.

La questione non è solo italiana: ad esempio in Francia danno come obbligatorio l’insegnamento dell’educazione morale e di quella civica e lo Stato è fortemente presente nell’indicazione dei contenuti da trattare. In Finlandia, invece, l’approccio è più per competenze trasversali integrate nelle materie, meno “progetti”, più interdisciplinarità strutturale. In Germania è data molta autonomia ai Länder che applicano una educazione civica e politica molto radicata, specie per memoria storica con elementi soggettivi di ciascun Land.

Il problema non è se integrare i saperi con l’educazione alla cittadinanza, ma come integrare.

Un primo inciampo pratico, in Italia, è che quando si inseriscono educazione alimentare, affettività, legalità, educazione digitale, educazione ambientale... occorre decidere quali ore togliere. D’altronde, se gli insegnamenti complementari diventano giornate evento, si corre il rischio del simbolismo, mentre aggiungere ore fisse può provocare sovraccarico. La soluzione più equilibrata appare essere l’integrazione nelle materie curricolari. Una possibile soluzione realistica per un sistema sostenibile potrebbe essere quella di rendere obbligatori solo 2–3 assi trasversali forti (cittadinanza, digitale, salute) e integrare il resto nelle discipline, chiaramente formando seriamente i docenti.

Posto che la scuola è il principale luogo di educazione civile, il tutto va contemperato con le risorse disponibili e rendendo centrale la famiglia.

La scuola ha una caratteristica unica: è l’unico spazio realmente universale, dove si incontrano studenti di background diversi e, dunque, il luogo naturale per l’educazione alla legalità, rispetto delle differenze, educazione costituzionale, convivenza democratica, dove davvero si concretizza l’art. 3 della Costituzione (uguaglianza sostanziale). Ma qui nasce il problema: il nodo delle risorse. Se attribuiamo più missioni senza aumentare il tempo scuola, la formazione dei docenti, la stabilità degli organici, il supporto psicologico, si crea una tensione strutturale. La scuola italiana spesso funziona per progettualità aggiuntive, fondi a bando, interventi esterni temporanei. Questo rischia di rendere l’educazione civile episodica anziché strutturale.

E poi, l’altro nodo, il ruolo centrale della famiglia. La scuola può offrire strumenti, creare contesto, proporre modelli civici. Ma la sedimentazione dei valori avviene nella famiglia. Quando scuola e famiglia collaborano, l’educazione è coerente, se si contrappongono lo studente vive un conflitto normativo. Il vero equilibrio forse non è “più scuola o più famiglia”, ma “una scuola che integra e sostiene, non sostituisce”.

Una formula possibile potrebbe essere un modello con tre pilastri dove la scuola si occupa dell’educazione civile strutturata e integrata, mentre la famiglia si assume la responsabilità primaria valoriale.

Il terzo pilastro è costituito dalle comunità (associazioni, territorio) per il rafforzamento e l’applicazione pratica. Se uno dei tre manca, il sistema si squilibra.

Leggi altri contenuti su:

© 2026 HomoFaber Edizioni Srl - Tutti i diritti riservati. Sono vietate la copia e la riproduzione senza autorizzazione scritta. Sono ammesse brevi citazioni ed estratti indicando espressamente la fonte (Sinergie di Scuola) e il link alla home page del sito.