Una pratica diffusa ma illegittima è finita nel mirino dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Con la raccomandazione n. 1/2025 emanata il 23 ottobre 2025, l’Authority ha chiarito definitivamente che l’accesso dei professionisti sanitari nelle classi per supportare gli alunni con disabilità non può essere subordinato al consenso preventivo delle altre famiglie.
Fine della "prassi del consenso"
In molti istituti scolastici si era consolidata l'abitudine di richiedere il via libera di tutti i genitori della classe prima di autorizzare l'ingresso di psicologi, fisioterapisti o neuropsicomotricisti. Il Garante ha bocciato senza appello questa procedura, definendola priva di fondamento normativo e gravemente lesiva dei diritti degli studenti. Tale ostacolo burocratico, infatti, rischia di ritardare o impedire l'attuazione dei percorsi terapeutici stabiliti nel Piano educativo individualizzato (PEI).
Un diritto non negoziabile
Il professionista sanitario non è un "ospite", ma un membro integrante dell'équipe multidisciplinare prevista dal PEI. Di conseguenza, il suo intervento non può dipendere dalla volontà di soggetti terzi non coinvolti nel processo di cura. Secondo il Garante, se da un lato è legittimo informare le famiglie della presenza di un esperto esterno, dall'altro trasformare questa comunicazione in una richiesta di autorizzazione formale è un errore che può sfociare in un atto discriminatorio. Il diritto al supporto terapeutico di un alunno, in sintesi, non può restare appeso alle eventuali opposizioni di altri genitori.
Privacy e semplificazione burocratica
La gestione di questi accessi ricade sotto l'esclusiva responsabilità del Dirigente scolastico. È compito del preside bilanciare il dovere di informazione con la tutela della privacy: nessuna informazione sensibile o dettaglio sul percorso terapeutico dell’alunno deve essere divulgato alle altre famiglie.
L'Autorità ha inoltre rilevato un eccesso di zelo burocratico da parte di alcune scuole che richiedono ai sanitari documenti superflui, come il casellario giudiziale o i carichi pendenti. Si tratta di adempimenti non necessari, poiché i professionisti sono già sottoposti ai controlli rigorosi delle ASL o degli enti accreditati di appartenenza.
Il ruolo dei Dirigenti
Il quadro delineato dal Garante assegna ai Dirigenti scolastici un ruolo operativo cruciale: agire come facilitatori, eliminando ogni onere burocratico inutile che possa compromettere l'efficacia dei piani riabilitativi. I piani terapeutici sono documenti ufficiali e, come tali, devono trovare immediata attuazione senza interferenze esterne.
Nell'articolo Alunni con disabilità e professionisti sanitari in classe in Sinergie di Scuola n. 155 - Gennaio 2026 Monica De Carolis illustra nel dettaglio la procedura che il Dirigente scolastico deve seguire.
In allegato all'articolo, i seguenti modelli:
- Circolare sulle modalità di accesso a scuola di professionisti sanitari
- Modulo di richiesta del professionista
- Dichiarazione privacy del professionista,
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