Sinergie di Scuola

manifestazioni

Sta facendo discutere una nota inviata alle scuole (n. 5836 del 7/11/2025) avente ad oggetto "manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche".

La nota parte dal richiamare l’articolo 1, comma 1, della Legge 20 agosto 2019 n. 92 (Introduzione dell'insegnamento scolastico dell’educazione civica), il quale stabilisce che “l’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale, economica e sociale delle comunità”. Il successivo articolo 4 prevede, in particolare, che l’insegnamento di educazione civica debba contribuire alla conoscenza dei contenuti della nostra Costituzione al fine di “sviluppare competenze ispirate ai valori della responsabilità, della legalità, della partecipazione e della solidarietà”.

Si tratta di concetti - scrive il MIM - ribaditi nelle vigenti Linee guida sull’insegnamento della educazione civica, le quali, tra l’altro, stabiliscono che “l’educazione civica favorisce il riconoscimento di valori e comportamenti coerenti con la Costituzione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, volti a incoraggiare un pensiero critico personale, aperto e costruttivo, in un percorso formativo che, coinvolgendo la persona nella sua interezza e unitarietà, inizia dall’infanzia e prosegue lungo tutto l’arco della vita”.

Fatta questa premessa, la nota richiama l’attenzione delle scuole sulla necessità che i suddetti principi trovino applicazione non solo, in senso stretto, nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, la cui trasversalità è peraltro già espressamente prevista nella legge istitutiva, ma ispirino la complessiva organizzazione dell’offerta formativa curricolare ed extracurricolare e l’intero svolgimento delle attività scolastiche. Ciò, evidentemente, al fine di assolvere al dovere primario di ciascuna istituzione scolastica di promuovere lo sviluppo e la crescita di ogni singolo studente e di assicurare il benessere e l’armonia dell’intera comunità scolastica.

Quindi, a questo punto la nota sottolinea quanto sia importante che "l’organizzazione e lo svolgimento, all’interno delle istituzioni scolastiche, di manifestazioni ed eventi pubblici di vario tipo aventi ad oggetto tematiche spesso di ampia rilevanza politica e sociale, siano caratterizzati dalla presenza di ospiti ed esperti di specifica competenza e autorevolezza. Si ritiene, infatti, che nell’organizzazione di tali eventi, il cui valore formativo rimane indiscusso, le istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’autonomia loro riconosciuta, debbano operare in modo da assicurare il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione e garantire, in ogni caso, il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico".

E conclude: "nel rispetto delle prerogative delle diverse componenti della comunità scolastica", le scuole sono invitate "a promuovere iniziative che siano coerenti con gli obiettivi formativi della scuola e che contribuiscano, attraverso il libero confronto di posizioni diverse, a favorire una approfondita e il più possibile oggettiva conoscenza dei temi proposti, consentendo in tal modo a ciascuno studente di sviluppare una propria autonoma e non condizionata opinione".

Quindi, le scuole, "anche attraverso la qualificata scelta dei partecipanti e relatori, potranno garantire sempre il sereno confronto tra posizioni diverse per incoraggiare una conoscenza approfondita e mai semplicistica delle tematiche affrontate. Appare, infatti, prioritario che gli studenti, attraverso tali occasioni di incontro, vengano educati a saper cogliere la complessità della realtà che li circonda e, al contempo, ad acquisire i valori fondamentali del dibattito democratico e della libertà di espressione, rifuggendo dalla logica della mera contrapposizione, logica a cui spesso si rifà il mondo dei social media".

La posizione della FLC CGIL

"Trattandosi di modalità che tutte le scuole mettono in atto, per loro mandato costituzionale, nella definizione della propria offerta formativa, risultano del tutto incomprensibili le ragioni che spingono il ministero a questa palese e pesante ingerenza nell’autonomia delle scuole.

Ci chiediamo a quali tematiche di ampia rilevanza politica e sociale il ministero faccia riferimento quando suggerisce alle scuole di assicurare il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione.

Ci risulta difficile infatti individuare negli eventi di rilevanza didattica o culturale organizzati dalle scuole un carattere politico che richieda l’applicazione del principio della “libertà di espressione”.

O forse si deve intendere che, per parlare della storia che ha riguardato la liberazione dell’Italia dal nazifascismo sia necessario invitare anche “autorevoli ospiti” di ispirazione nazifascista oppure politici che guardano con nostalgia a posizioni condannate definitivamente dalla Costituzione?

Francamente riteniamo che le scuole non abbiano bisogno di tali consigli e bene farebbe il MIM a ritirarli e a rispettare l’autonomia delle scuole e la progettazione di attività formative aperte e plurali, ricordando l’art. 1 del DPR 275/1999 che recita: “l’autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento”.

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