Quando, il passato venerdì 13 giugno, il MIM chiese alle Istituzioni scolastiche un monitoraggio accurato e puntuale sui viaggi di istruzione, con scadenza improrogabile il venerdì successivo, a qualcuno forse venne un piccolo attacco di panico per i tempi concessi e i dati richiesti, e forse altri ebbero un leggero moto sussultorio delle spalle, a causa degli stessi motivi e dell’ingenua convinzione che se si parla di «attività attuate da questo Ministero per la qualificazione degli Uffici Scolastici Regionali come stazioni appaltanti a supporto delle Istituzioni scolastiche e di collaborazione con CONSIP per l’ingegnerizzazione di strumenti e procedure a supporto degli Uffici Scolastici Regionali e delle Istituzioni scolastiche per le attività negoziali relative ai viaggi di istruzione», significa che l’argomento riguarda (principalmente, se non esclusivamente) il MIM e gli USR.
Riempire il form con le informazioni richieste presupponeva:
- una precisa e articolata conoscenza dei viaggi realizzati nel passato triennio, di cui si dovevano fornire numeri, destinazioni, tipologie, operatori economici, criticità riscontrate e altre amenità, compresa la «Tipologia di progetto didattico alla base dei viaggi di istruzione (per capire se è possibile ipotizzare gare separate su progetto e non cumulando le varie attività sotto un unico viaggio di istruzione)»;
- la capacità di formulare proposte di miglioramento delle procedure di acquisto dei viaggi di istruzione (argomento su cui certamente, a metà giugno, si è focalizzata l’attenzione e condivisa l’urgenza, vista anche la concomitante lettera di annuncio dell’avvio dei controlli sostanziali sulle procedure di gara PNRR Scuola 4.0);
- una dotazione da cartomante, per mappare la previsione dei viaggi pianificati per l’anno seguente.
Per chi non fosse del settore, gioverebbe ricordare che la preparazione dei viaggi di istruzione non può iniziare che a settembre, quando tutti gli insegnanti sono in cattedra (se non altro per capire chi è disposto ad accompagnare gli studenti), quando i Consigli di classe, interclasse e intersezione sono operativi, quando si aggiorna il PTOF, quando, insomma, è concretamente possibile pianificare l’offerta formativa di cui le visite di istruzione costituiscono un arricchimento significativo.
Non a caso la tempistica prevede l’approvazione dei piani a ottobre/novembre.
Comunque sia stata formulata, la circolare diffondeva una luce di speranza su due aspetti cruciali della questione:
- il ruolo degli USR;
- il riconoscimento della specificità didattica di ogni singolo viaggio di istruzione e la conseguente possibilità di considerare ciascuno nella sua peculiarità, senza ingabbiarlo in una categoria merceologica universale adattabile a qualsivoglia obiettivo didattico.
Secondo alcuni, quest’ultimo elemento poteva essere preludio a una (ulteriore e possibilmente definitiva) deroga allo status di stazione appaltante qualificata per l’acquisizione autonoma dei CIG per gli appalti di importo superiore a 140mila euro, lasciando di fatto all’autonomia e alla competenza dei singoli Istituti scolastici le procedure per viaggi di istruzione, stage e scambi linguistici.
Secondo altri, gli USR, già individuati dal D.P.C.M. 185 del 30/10/2024 come stazioni appaltanti qualificate con funzioni di «consulenza e supporto organizzativo e amministrativo alle Istituzioni scolastiche e educative [...] in materia di affidamento ed esecuzione dei contratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture», avrebbero potuto avviare una effettiva operatività, come previsto dalla legge e dal MIM. Del resto, ben 60 funzionari hanno già seguito corsi di formazione intensiva presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e altri 161 saranno presto assunti con contratto a tempo pieno e indeterminato per occuparsi prioritariamente delle procedure di acquisto. Per sveltire la selezione, solo un test di 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti, oltre alla valutazione di specifici titoli di studio. Bando a giugno, prova scritta a luglio, graduatorie a settembre e assunzioni già a ottobre: potrebbe essere una best practice da imitare per velocizzare altri concorsi e forse anche limitare il contenzioso. Comunque sia, e fatte salve eventuali smentite, 221 funzionari a tempo pieno e indeterminato negli USR dovrebbero ben presto cominciare ad occuparsi della gestione dei viaggi di istruzione per conto degli Istituti scolastici.
All’inizio del nuovo anno scolastico e nella movimentata fase di avvio delle lezioni, ecco che con nota del 18/09/2025 (h. 18.54) il MIM si rifà vivo comunicando che ha avviato la «collaborazione con CONSIP per l’ingegnerizzazione di strumenti e procedure, a supporto degli Uffici Scolastici Regionali e delle Istituzioni scolastiche, per le attività negoziali relative ai viaggi di istruzione» e che si avvia «verso la conclusione dei lavori finalizzati ad offrire una migliore esperienza di utilizzo della piattaforma». Siccome però è necessaria «l’acquisizione di ulteriori e specifici dati», ecco un nuovo questionario, da compilare entro il lunedì successivo, specificando le spese sostenute con procedure sopra soglia, separatamente per viaggi di istruzione e stage linguistici e distinto per anno scolastico, considerato che sarebbe stato troppo facile rilevare i costi dai bilanci che (detto per chi non fosse del settore) sono strutturati per anno solare.
Non si hanno notizie sui form diligentemente riempiti entro i termini ma, indipendentemente dai dati raccolti, il 24 settembre il MIM fornisce utili informazioni e indicazioni operative per i viaggi di istruzione 2025/2026 riepilogando un poco lo stato dell’arte. Prima di tutto si rammenta alle scuole che l’ANAC non concede ulteriori deroghe oltre a quella scaduta a giugno, e quindi per le forniture superiori a 140mila euro occorre essere stazioni appaltanti qualificate. Con buona pace del mancato riconoscimento della specificità didattica che avrebbe riservato ai viaggi di istruzione una corsia preferenziale di transito più snello nelle procedure d’appalto.
Poi si fa presente che, siccome è previsto che gli Uffici Scolastici Regionali «svolgano attività di consulenza e supporto organizzativo-amministrativo, in qualità di stazioni appaltanti qualificate per le Istituzioni scolastiche di competenza», il Ministero ha formato – come già detto – 60 funzionari e concluderà entro ottobre la selezione di altri 161, «proprio con l’obiettivo di rafforzare il ruolo e le competenze degli USR nell’ambito delle delicate procedure di acquisto, e con l’intento di consentire un supporto adeguato alle Istituzioni scolastiche ed educative statali».
Siccome però gli USR hanno bisogno di tempo per completare il processo di rafforzamento e organizzazione del nuovo sistema delle procedure d’acquisto per le Istituzioni scolastiche (mentre queste ultime ogni primo settembre devono essere preparate e pronte a iniziare l’anno scolastico, indipendentemente da reggenze, vacanze – nel senso di posti vacanti – complicanze ed emergenze) il MIM si è rivolto a CONSIP. «Pertanto, le Istituzioni scolastiche ed educative statali potranno procedere alla programmazione dei viaggi d’istruzione, degli stage linguistici e scambi culturali – per importi sopra la soglia comunitaria – potendo contare per l’individuazione dell’Operatore Economico sulla piattaforma di approvvigionamento che Consip metterà a disposizione a partire dal 2026».
Ed ecco testé bandita la gara – con scadenza 3 novembre 2025 – che «intende fornire alle scuole un nuovo modello di acquisto digitale, permettendo di acquisire servizi “chiavi in mano” direttamente da imprese qualificate, senza dover bandire gare autonome, con significativi risparmi di tempo e semplificazione delle procedure».
Attraverso l’accordo quadro con più fornitori, le scuole potranno inviare le loro richieste con i dettagli del viaggio direttamente al fornitore individuato che proporrà alla scuola diverse soluzioni complete di preventivo. Sarà poi il fornitore ad occuparsi di tutti gli aspetti organizzativi: biglietti, alloggi, visite, attività culturali.
Se così fosse davvero, si potrebbe scordare senza grande sforzo il sogno del riconoscimento della specificità didattica dei viaggi di istruzione, e forse anche ingoiare senza strozzarsi il rospo del disincanto e dimenticare che gli USR facciano le gare in nome e per conto delle scuole.
Aspettiamo dunque il servizio “chiavi in mano”: nessun imprevisto, nessun costo aggiuntivo, nessun dubbio e zero stress!
Se fosse davvero così, perché limitarsi ai viaggi di istruzione?
