Sinergie di Scuola

Il mese che precede quello in cui si concludono le attività didattiche si rivela metaforicamente ricco di scadenze e, concretamente, altrettanto ricco di risorse finalizzate alla valorizzazione del personale della scuola.

Dopo le polemiche sulla metamorfosi della Carta Docente, sì estesa a un numero elevato di docenti destinatari ma parimenti ridotta nell’importo individuale, in modo che – con un esercizio di stile gattopardesco – tutto sia cambiato fuorché il totale finale, il MIM ha messo a disposizione delle Istituzioni scolastiche una discreta disponibilità di risorse per la formazione e per l’acquisto di strumenti tecnologici da fornire in comodato d’uso, per esigenze di servizio, al personale docente e ATA.

E se maggio è – anche sotto il profilo dei finanziamenti – il mese delle rose, appare evidente come non possa mancare qualche spina, con cui le segreterie non tarderanno a fare conoscenza: prima fra tutte, i tempi e i “luoghi” (cioè le piattaforme) della gestione.

Infatti, la formazione del personale (circa 161 milioni di euro per il personale docente e 50 milioni per il personale ATA) utilizza risorse del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, mentre i fondi per l’acquisto di tablet, PC, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da fornire in comodato d’uso, per esigenze di servizio, al personale della scuola (120 milioni di euro) provengono dal PON “Per la scuola” 2014-2020.

Considerato che la provenienza delle risorse è a valere sulla programmazione di due settenni UE diversi (2014-2020 per gli acquisti, 2021-2027 per la formazione), tutto il resto, a cascata, è ovviamente diverso e diversificato in modo tale che vale la pena sintetizzare:

  1. Formazione del personale docente: presentazione candidature entro le ore 15 del 15 maggio p.v. su SIF 2127 da parte di ciascuna Istituzione scolastica che potrà essere beneficiaria di somme prestabilite (che variano da 14 a 49mila euro, trattandosi di spese previste con importi unitari standard, come già nei PON precedenti) calcolate sulla base dell’organico docente e contenute nell’Allegato 1 del D.M. 38 del 6/03/2026;
  2. Formazione del personale ATA: presentazione candidature entro le ore 15 del 15 maggio p.v. su SIF 2127 da parte delle scuole polo per la formazione individuate dagli Uffici Scolastici Regionali, tra le quali saranno equamente ripartite le risorse disponibili.

In entrambi i casi, chiusura progetti e rendicontazione: entro il 31 agosto 2027.

  1. acquisto di tablet, PC, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici: presentazione candidature entro le ore 18 del 12 maggio su GPU/PON “Per la scuola” da parte di ciascuna Istituzione scolastica cui sono destinate risorse prestabilite, che si aggirano mediamente tra i 10 e i 20mila euro, elencate nell’Allegato 2 del D.M. 38 del 6/03/2026. I progetti autorizzati dovranno essere formalmente chiusi e rendicontati entro il 30 settembre 2026, senza alcuna possibilità di proroga, «in considerazione della conclusione della programmazione POC 2014-2020».

È chiaro che – per gli acquisti – il tempo stringe parecchio, se le risorse sono quelle a valere sul Programma operativo nazionale “Per la scuola” 2014-2020, che avrebbero potuto essere utilizzate già da tempo; ma che debbano essere sempre le scuole ad essere prese per il collo con le scadenze, un poco infastidisce.

Per la formazione, invece, i tempi sono abbastanza dilatati e quindi i progetti potranno essere svolte senza grandi affanni... ma i progetti formativi per chi? Docenti, personale educativo e personale ATA «assunti sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato nell’anno scolastico 2025/2026». Se il calendario non è un’opinione e il tempo non è un gambero, il personale docente e ATA a tempo determinato cesserà di essere in servizio alla data del 30 giugno 2026, quando forse, nella migliore delle ipotesi, i progetti di formazione saranno appena stati autorizzati e le segreterie saranno in ben altre faccende affaccendate, tipo quelle obbligatorie e necessarie per la chiusura delle attività scolastiche come scrutini ed esami di Stato. Un corto circuito temporale che desta un paio di sospetti: o non importa a nessuno che il personale a T.D. non possa fruire di questa formazione, oppure – in certi uffici – la mano è stata più veloce della mente, ignorante del calendario scolastico e della natura di tali contratti.

Tornando agli acquisti di materiale informatico e digitale, pur stendendo un velo pietoso sul mercato che ne deriva e che fiorisce e prospera per analoga strumentazione e dotazione, non si può non prendere in considerazione i contorni del comodato d’uso. È evidente che ciascun Istituto scolastico dovrà individuare i destinatari del comodato, facendo i conti con le risorse disponibili e le esigenze di servizio. Se ad esempio un liceo di un capoluogo di provincia ha una disponibilità di circa 5mila euro, è evidente che dovrà fare scelte molto ponderate, programmando l’uso migliore possibile dei tre/quattro dispositivi che potranno essere acquistati: saranno dati al DSGA, al personale della segreteria, oppure al Dirigente scolastico o a qualche docente suo collaboratore? O ad altri? Considerata la tipologia del materiale (es. laptop, netbook, speaker, webcam, anche off-board, document camera, software per e-learning, mobile learning, content-learning, sharing, streaming, video call e web conference), si può ipotizzare che un uso ottimale sia riservato alle comunicazioni a distanza o, meglio ancora, al lavoro da casa, che per il personale ATA è contrattualmente definito come lavoro agile e lavoro da remoto, previa stipula di un accordo individuale.

Ne deriva che ogni Istituto scolastico dovrà dotarsi di apposito regolamento per il comodato che contempli ogni variabile possibile, a cominciare, ad esempio, da come, a chi e perché saranno distribuiti i dispositivi. Su domanda, per graduatoria, per merito, random? E soprattutto, chi curerà l’intero procedimento delle plausibili batracomiomachie tra il personale, e quando? Forse è meglio non indagare a fondo, conoscendo già le risposte, o forse qualcuno confida nei chatbot, ai quali comunque, per avere una buona risposta, occorre rivolgersi con calma e cortesia, magari sperando che ci spieghino come si conciliano i residui del 2014 con gli acquisti del 2026.

Un poco disturba però il fatto che – con tale dispiego di risorse e di tecnologia – non vi sia un qualche piccolo ausilio per semplificare, agevolare, ridurre tempi e lavoro di una incombenza consegnata in toto a carico delle segreterie, le cui difficoltà sono tanto note quanto neglette.

In ultimo, ma non per ultimo, occorre tener presente che per qualsiasi candidatura va acquisita, entro le scadenze previste, cioè entro dopodomani, l’autorizzazione del Consiglio d’Istituto e del Collegio docenti alla partecipazione all’Avviso prescelto: in particolare per gli acquisti «mediante delibera di adesione generale alle Azioni del Programma Operativo nazionale ovvero, in assenza di quest’ultima, una specifica determinazione per l’avviso stesso», mentre per la formazione del personale docente «vanno indicati gli estremi delle delibere del Collegio docenti e del Consiglio d’Istituto che dispongano l’adesione al singolo avviso o, in alternativa, a tutti gli avvisi del PN scuola, ovvero ne prevedano l’attuazione del PTOF». I più prudenti avranno già a disposizione delibere standard e general-generiche acquisite a settembre e valide almeno per il triennio del PTOF; tutti gli altri potranno ripiegare su una determina dirigenziale personalizzata all’ultimo minuto su format precostituito.

Così, in vista dell’estate imminente e in attesa di godere di un romantico tramonto in riva al mare, si potrà sempre gioire dell’ultimo Avviso dell’ultimo minuto, rincorrendo il sogno di un algoritmo capace di semplificare davvero la vita a chi, nelle segreterie, continua a combattere contro il tempo e l’indifferenza.

Purché si tenga sempre presente e si faccia tesoro del grande insegnamento che il maestro Alberto Manzi, decidendo di non adeguarsi ai decreti ministeriali del tempo, esprimeva nella valutazione dei suoi amati alunni: «Fa quel che può. Quel che non può non fa».

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