Sinergie di Scuola

Con la firma del CCNI del 29 dicembre 2025 ha inizio una nuova era di cura della salute del personale della scuola: ben 320 milioni di euro investiti per il quadriennio 2026-2029 in un “Servizio di copertura assicurativa integrativa delle spese sanitarie” rivolto a oltre 1.200.000 lavoratori della scuola. Leggendo l’annuncio, non appare possibile dubitare che si tratti di un «passo decisivo verso un welfare moderno e strutturato che valorizza il fondamentale ruolo del personale scolastico», passo decisivo che prevede essenzialmente una rete di strutture sanitarie per ricoveri (almeno 300), visite specialistiche, diagnostiche, fisioterapiche (almeno 600) e medici odontoiatrici e odontotecnici (almeno 1.500) presenti in almeno 90 province del territorio nazionale, oltre a una trentina di IRCCS, sia pubblici che privati, tutti convenzionati con la compagnia assicurativa che vincerà l’appalto presentando la propria offerta entro il 5 marzo.

La modalità di erogazione delle prestazioni dipende dalla struttura alla quale si accede:

  1. assistenza diretta nelle strutture convenzionate previa autorizzazione da parte della Società assicuratrice da chiedere con un preavviso di almeno 5 giorni lavorativi dalla data fissata per la prestazione. Se la prestazione è urgente, «la Centrale Operativa si impegna a gestirla». In questo caso l’Assicurazione paga direttamente alla struttura convenzionata e/o al medico convenzionato le spese, nei limiti dell’importo indennizzabile e al netto di scoperto e franchigia a carico dell’assistito, il quale pagherà il resto;
  2. assistenza indiretta per le prestazioni in strutture sanitarie private non convenzionate: viene attivata solo se nella provincia di domicilio dell’assicurato non siano presenti strutture convenzionate; in questo caso l’assicurato paga le prestazioni e riceverà un rimborso, sempre nei limiti delle somme assicurate e con l’applicazione delle franchigie e scoperti indicati per le singole garanzie, entro 60 giorni dalla domanda corredata di ogni documentazione richiesta.

Le prestazioni sono erogate per le voci seguenti:

  1. prestazioni per grande intervento chirurgico e grave evento morboso: max 4.000 euro con uno scoperto del 10%;
  2. indennità sostitutiva da ricovero solo se con intervento chirurgico e a totale carico del SSN: 50 euro giornalieri con una franchigia di 7 giorni e per max 40 giorni all’anno;
  3. parto, purché non sia a carico del SSN: 1.500-3.000 euro in caso di parto cesareo;
  4. prevenzione odontoiatrica: pagamento di una (1) visita specialistica e di una (1) seduta di igiene orale professionale l’anno, effettuate in un’unica soluzione esclusivamente presso le strutture sanitarie convenzionate, con uno scoperto del 20%;
  5. implantologia: max 600 euro a impianto, per max 4 impianti all’anno, erogabili esclusivamente presso le strutture convenzionate;
  6. assistenza per i casi di non autosufficienza permanente: erogazione di un massimale mensile di 500 euro, per massimo 4 anni, in caso di non autosufficienza non inferiore a 90 giorni continuativi, con effetti presumibilmente permanenti e irreversibili, conseguente a infortunio o malattia occorsi durante il periodo di copertura assicurativa.

Infine se, e solo se, previsti nell’offerta migliorativa (quindi optional) integrano il servizio:

  • pacchetti di prevenzione secondaria: cardiovascolare, oncologica dopo i 40 anni per uomini e donne, dermatologica, oculistica ecc. con prestazioni effettuate in strutture sanitarie convenzionate (max 200 euro annui con uno scoperto del 20%);
  • prestazioni extraospedaliere di alta diagnostica erogabili esclusivamente presso le strutture sanitarie convenzionate;
  • visite specialistiche, esami e accertamenti effettuati contestualmente alla visita, erogabili esclusivamente presso le strutture sanitarie convenzionate;
  • prestazioni extraricovero presso il SSN, per max 100 euro annui, con uno scoperto del 30%. I farmaci sono comunque esclusi.

Il servizio appare assolutamente pregevole, ma se si gratta appena un poco la superficie patinata e scintillante dell’iniziativa, qualche piccolo dettaglio suscita una certa imponderabile perplessità, a incominciare dal numero e dalla tipologia dei destinatari.

Potrebbe innanzitutto sembrare che la generica dicitura “lavoratori della scuola” utilizzata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito comprenda solo il personale docente, dirigenziale, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, quello che si trova proprio a diretto contatto con alunni e studenti, ma non è così. Tra i beneficiari dell’iniziativa, sui quali si glissa sempre elegantemente, ci sono anche i dirigenti e i dipendenti degli Uffici Scolastici Regionali, di Ambito Territoriale e del Ministero, compresi quelli distaccati e comandati, che lavorano sì, anch’essi, «per la formazione dei nostri giovani» ma che hanno un CCNL e in particolare un trattamento economico ben diverso da quello del Comparto Scuola.

I numeri del personale, poi, rimangono un mistero anche per i soggetti che intendono partecipare alla gara, come dimostrano alcune richieste di chiarimenti che ricevono risposte piuttosto sibilline, come ad esempio:

Domanda n. 52

Nell’allegato 14 “Dati personale scuola” risulta un numero di unità pari a 1.013.417.

Nell’allegato 15 “Scheda informazioni tecniche” la consistenza del personale scolastico risulta invece di 1.256.619 unità per il 2024/2025.

Se effettivamente i due dati rappresentano le stesse categorie di assicurati, si chiede la motivazione della differenza tra i due valori.

Risposta

Si rimanda alla risposta al quesito n. 44.

Risposta al quesito 44:

Si rimanda al file “Aggiornamento conteggi personale scuola a.s. 2024/2025”, ora pubblicato tra la documentazione di gara (N.B. file excel relativo al 2024/2025 privo di totali).

E ancora, per fare una corretta valutazione del rischio, viene chiesta la consistenza del personale scolastico anche per l’anno 2025/2026, distinto per sesso, fascia di età e dislocazione geografica. Risposta? Non è possibile fornire i dati perché «rimangono aperte alcune finestre temporali per l’inserimento di personale». E per quanto riguarda la spaccatura del totale di 1.250.000 assistiti per sesso, fascia d’età e provincia, posto che i dati forniti per il 2024/2025 si riferiscono a 1.013.417 persone? Si rimanda sempre alla risposta al quesito n. 44. Ovviamente, inoltre, non è possibile fornire una statistica sinistri, dato che, «trattandosi di una prima polizza, non esiste una statistica sinistri».

E chi fornirà i dati anagrafici del personale? Ovviamente «verranno estratti dai sistemi informativi del Ministero dell’Istruzione e del Merito».

Ma i dati dei familiari, che avranno anch’essi a disposizione una card per tariffe agevolate, chi li fornirà? Certo non il MIM, che «non ne è in possesso».

È invece di una placida chiarezza l’invito al banchetto di tanti soggetti privati: assicurazioni, strutture sanitarie e professionisti convenzionati e non convenzionati potranno brindare al felice avvio di un «sistema di welfare moderno e strutturato» che snobba alla grande il Servizio Sanitario Nazionale, evidentemente considerato inadeguato a garantire i servizi messi in gara, come dimostrano bene le liste d’attesa della sanità pubblica.

Lo conferma anche il valore dato alle prestazioni extraricovero presso il SSN (max 100 euro annui con uno scoperto del 30%) che, qualora contenute nell’offerta tecnica, valgono solo 6 dei 100 punti disponibili per la valutazione, mentre sono impagabili (nel senso letterale del termine) i medicinali, per i quali vale sempre l’antica arte dell’arrangiarsi.

L’aggiudicatario sarà dunque una società assicurativa e quasi tutte le prestazioni saranno erogabili esclusivamente presso le strutture sanitarie convenzionate, alle quali l’assicurazione rimborserà direttamente le spese, «nei limiti dell’importo indennizzabile e al netto dell’eventuale scoperto e franchigia, a carico dell’Assistito», sempre che le prestazioni stesse siano state autorizzate...

Ma il colpo di genio creativo di questa operazione risiede nel finanziamento.

Per il welfare privatizzato si è pensato bene di prelevare 200 milioni di euro dal Fondo per il funzionamento delle Istituzioni scolastiche e altri 60 milioni utilizzando parzialmente un accantonamento relativo al MIM, mentre la copertura degli ulteriori 60 milioni è chiara come il numero del personale da assicurare.

Si tratta di un raffinato esercizio di riallocazione interna di risorse che consente di appiccicare alla coda del corvo le piume rubate al pavone, uno storno di fondi che erode sistematicamente – per quest’anno e i tre successivi – il margine di autonomia finanziaria delle circa 8.000 scuole esistenti a favore di un servizio consegnato pienamente in mano ai privati.

Tutto sommato, quello che conta è avere i denti puliti e un sorriso smagliante, mentre si chiede qualche spicciolo ai genitori per comperare la carta igienica da portare a scuola.

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