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01 Mar 2020

Coronavirus, la situazione per le scuole al 1° marzo 2020

Ieri, 29 febbraio 2020, sono state prese importanti decisioni in merito alla gestione della situazione emergenziale da COVID-19.

Innanzitutto, è stata disposta la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le regioni al momento maggiormente colpite.

In Piemonte, la sospensione si fermerà a martedì 3 marzo, con ripresa delle attività didattiche mercoledì.

Il decreto legge: assenze per COVID-19

Intanto, venerdì 28 febbraio il Consiglio del Ministri si è riunito ed ha approvato, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, un decreto-legge che introduce misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. In proposito, dal comunicato stampa apprendiamo che tra le misure adottate c'è anche: "il mantenimento della retribuzione dei dipendenti pubblici in caso di malattia con ricovero ospedaliero o assenza per malattia dovuta al COVID-19, ivi compresi i periodi di quarantena". Attendiamo su questo di leggere il testo del D.L.

Il nuovo DPCM

Il 1° marzo è stato anche approvato il nuovo DPCM. Di seguito le misure principali per le scuole e il personale.

Nei seguenti Comuni:

1) regione Lombardia:
a) Bertonico;
b) Casalpusterlengo;
c) Castelgerundo;
d) Castiglione D’Adda;
e) Codogno;
f) Fombio;
g) Maleo;
h) San Fiorano;
i) Somaglia;
l) Terranova dei Passerini.

2) regione Veneto:
a) Vò

è prevista la sospensione:

  • dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza;
  • di viaggi di istruzione in Italia o all’estero organizzati dalle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione.

Nelle Regioni Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e nelle Province di Pesaro Urbino e Savona è in generale prevista la  sospensione, sino all’8 marzo 2020, dei servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative svolte a distanza.

Sono previste inoltre misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale. In particolare:

  • nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle restanti pubbliche amministrazioni sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito, le informazioni sulle misure di prevenzione rese note dal Ministero della salute di cui all’allegato 3;
  • nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani;
  • nello svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private, ove ne sia consentito l’espletamento, devono comunque essere assicurate modalità tali da evitare assembramenti di persone;
  • chiunque abbia fatto ingresso in Italia, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del presente decreto, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, o sia transitato o abbia sostato nei Comuni di cui all’allegato 1 del presente decreto, deve comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale (di seguito “MMG”) ovvero pediatra di libera scelta (di seguito “PLS”); in mancanza, la comunicazione deve essere fatta ai servizi di sanità pubblica territorialmente competenti. Le modalità di trasmissione dei dati ai servizi di sanità pubblica sono definite dalle regioni con apposito provvedimento, che indica i riferimenti dei nominativi e dei contatti dei medici di sanità pubblica; in caso di contatto tramite il numero unico dell’emergenza 112, o il numero verde appositamente istituito dalla Regione, gli operatori delle centrali comunicano generalità e recapiti per la trasmissione ai servizi di sanità pubblica territorialmente competenti.

N.B. L'allegato 3 contiene le seguenti misure igieniche:

  1. lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
  2.  evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  3. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  4. coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  5. non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  6. pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  7. usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate.

In merito alla giustificazione delle assenze per malattia, il DPCM dispone che "in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata a INPS, datore di lavoro, e il MMG/PLS in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificando la data di inizio e fine".

Infine, l'art. 4 contiene ulteriori misure sull’intero territorio nazionale, tra cui:

  • la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n.  81, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. Gli obblighi di informativa di cui all’articolo 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro;
  • i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono sospese per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020; quanto previsto dall’articolo 41, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, in ordine al diritto di recesso del viaggiatore prima dell’inizio del pacchetto di viaggio, trova applicazione alle fattispecie previste dalla presente lettera;
  • la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia infettiva soggetta a notifica obbligatoria, di durata superiore a cinque giorni, avviene fino alla data del 15 marzo 2020, dietro presentazione di certificato medico, anche in deroga alle disposizioni vigenti;
  • i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l'attività didattica sia stata sospesa per l’emergenza sanitaria, possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti, sentito il collegio dei docenti, per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Regione Emilia Romagna

Con propria nota del 28/02/2020, l'Usr ha fornito i seguenti chiarimenti in merito al certificato medico per il rientro a scuola:

  1. Non è necessario alcun certificato medico per “giustificare” il periodo di assenza dovuto alla chiusura della scuola (di ogni ordine e grado).
  2. È necessario certificato medico se l’assenza da scuola è dovuta a una malattia di durata superiore a cinque giorni: in questo caso, fino al 15 marzo, la riammissione a scuola dovrà avvenire, appunto, dietro presentazione del certificato medico, in deroga alle disposizioni vigenti in Emilia-Romagna, dove la certificazione di riammissione scolastica è stata abolita da anni.
  3. E’ necessario certificato medico solo per le malattie intercorse dalla data di entrata in vigore del DPCM, cioè dal 25 febbraio 2020, per più di cinque giorni. Nel caso di malattia iniziata nel periodo precedente il 25 febbraio, per il rientro a scuola continuano a valere le regole regionali precedenti, per le quali non è richiesta la certificazione medica.
  4. La disposizione è valida per tutti, alunni e personale scolastico.
  5. Il certificato medico è stato reintrodotto transitoriamente - solo fino al 15 marzo p.v., si ribadisce - al solo fine di attestare che chi sia stato malato possa rientrare nella comunità scolastica, senza comportare rischi per quest’ultima. Si tratta dunque di una prescrizione transitoria e precauzionale.

Regione Piemonte

Per quanto riguarda il Piemonte, si cerca pian piano di tornare alla normalità. Secondo quanto disposto dal Governo, anche le scuole avrebbero dovuto riaprire lunedì. Ma il Presidente della Regione Piemonte, per maggiore precauzione, ha adottato invece una misura diversa e autonoma di concerto con l’Ufficio scolastico regionale, sentiti anche il Presidente del Consiglio e il Ministro della Salute: lunedì e martedì riapriranno gli edifici scolastici solo per il personale in modo da consentire un’azione straordinaria di igienizzazione delle aule e degli ambienti disposta dal Presidente per tutte le scuole piemontesi. Da mercoledì riprenderanno regolarmente anche le lezioni con gli studenti.

Il Presidente ha precisato di aver assunto questa decisione innanzitutto perché scuole igienizzate vuole dire scuole più sicure, ed è un’esigenza che oggi più che mai risulta prioritaria.

Le giornate dedicate all’igienizzazione, ha aggiunto ancora il Presidente, serviranno anche come misura precauzionale per avere due giorni in più per valutare intanto l’evoluzione dei contagi nelle aree del Piemonte confinanti con le zone focolaio della Lombardia e della Liguria.

La Protezione civile regionale si metterà a disposizione delle scuole che incontreranno difficoltà nello svolgimento operativo di queste disposizioni, per le quali la Regione ha previsto anche delle risorse.

L'Usr Piemonte ha anche pubblicato il seguente comunicato stampa del Direttore Generale dott. Fabrizio MANCA:

Oggi il direttore generale dell’USR e il Presidente della Giunta regionale del Piemonte, preso atto della volontà del Governo di attenuare, a partire dal 2 marzo 2020, nelle regioni non cluster le misure di prevenzione e contenimento del covid-19, ivi compresa la ripresa delle attività didattiche, hanno sottoscritto, con il consenso del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della salute, il protocollo di intesa che condivide l’opportunità di disporre per i giorni 2 e 3 marzo 2020, e prima della ripresa delle attività didattiche, l’effettuazione nelle scuole del territorio piemontese di un’attività straordinaria di igienizzazione, secondo le specifiche tecniche definite dall’unità di crisi regionale e, se necessario, con il supporto economico della Regione Piemonte. Da lunedì 2 marzo 2020, pertanto, le scuole riaprono ai docenti e al personale ATA e dal 4 marzo 2020 agli studenti, che potranno riprendere l’attività didattica”.

Intesa_regione_usr_29012020  – allegato_intesa_specfiche pulizie

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