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Giovedì, 15 novembre 2018

     
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05 Lug 2018

Vaccini, il termine del 10 luglio non è perentorio

Per la frequenza del prossimo anno scolastico 2018-19 sarà sufficiente presentare a scuola una dichiarazione sostitutiva delle vaccinazioni effettuate. Ed anche il termine del 10 luglio, previsto dalla vigente legge, non è più perentorio; entro questa data dunque non sarà più necessario presentare entro il 10 luglio la certificazione ufficiale della ASL che comprovi l'avvenuta vaccinazione. 

Ad affermarlo il ministro della salute e quello dell'istruzione, Giulia Grillo e Marco Bussetti, illustrando la circolare congiunta in merito all'obbligo vaccinale per il prossimo anno scolastico.

Il ministro della salute ha anche annunciato che a breve ci sarà una proposta di legge parlamentare per modificare l'obbligatorietà dei vaccini come prevista dal decreto Lorenzin. L'atto sarà fatto "in un tempo che consenta il dibatto parlamentare, ma celere per risolvere la questione".

Riportiamo il comunicato del Ministero della Salute:

"In attesa di un approfondimento parlamentare sul dibattito pubblico relativo all’obbligatorietà delle vaccinazioni, considerato che, con l’approssimarsi dell’avvio del nuovo anno scolastico 2018-2019, la mancata attuazione dell’Anagrafe nazionale vaccini potrebbe determinare un appesantimento delle procedure burocratiche a carico le famiglie e delle scuole, i ministri della Salute, Giulia Grillo, e dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, sono intervenuti con una circolare, in vista dell’imminente scadenza del noto termine del 10 luglio, per promuovere le seguenti semplificazioni:

  • per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami
  • per i minori da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (minori 6 -16 anni) può essere presentata una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione.

La principale novità sul tema è la costituzione dell’Anagrafe nazionale vaccini, indispensabile per semplificare la vita delle famiglie ed evitare inutili e onerose certificazioni anche nei casi di cambio di residenza. Il decreto ministeriale è pronto e seguirà al più presto il suo iter procedurale.

L’Anagrafe nazionale, strumento base per gestire le vaccinazioni, ancora non è stata attuata dopo ben 334 giorni dalla nuova legge del 2017. Consentirà di monitorare i programmi vaccinali, di conoscere le ragioni delle mancate vaccinazioni e di misurare progressi e criticità del sistema.

L’Anagrafe nazionale è la base per far decollare concretamente la vaccino-vigilanza, che potrà finalmente riferire puntualmente sugli eventi avversi riferiti ai vaccini impiegati e metterà a sistema i dati delle Regioni. Attraverso il sistema nazionale degli eventi avversi gestito da Aifa, le segnalazioni potranno essere comunicate dai professionisti sanitari e dai soggetti vaccinati o dai loro genitori.

Infine, prende avvio il Tavolo di esperti indipendenti guidato dal prof. Vittorio Demicheli, che consentirà di produrre le evidenze scientifiche a sostegno delle scelte dei decisori. Obiettivi del tavolo: affrontare il fenomeno della diffidenza e del dissenso vaccinale (secondo indicazioni OMS-SAGE) aggiornare il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale.

Per approfondire:

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